Recensione di ” Senza fili” scritto da Edoardo Guerrini

“Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a viverlo”, così diceva Primo Levi un bel po’ di anni fa.

L’avanzata dei partiti di estrema destra, la crisi della politica italiana e la morte di Riina, mi hanno fatto venire in mente questo romanzo.

Edoardo Guerrini ci riporta ai primi anni del dopoguerra, 1947, Portella della Ginestra. Il bandito Giuliano sparò su una folla inerme, per lo più composta da contadini che stavano protestando contro il latifondismo e a favore della coalizione comunista del Fronte Democratico Popolare. Un atto vile quanto feroce, che lasciò per terra 11 persone ferendone 27.

Quella strage rappresenta il filo conduttore di tutto il romanzo. Primi anni 90, Ettore, giovane giornalista con tanti sogni nel cassetto, comincia a indagare su documenti riservati che gli capitano per caso fra le mani. Scoprirà complicati intrecci fra banditismo, mafia, estremismo nero e politica. Connivenze difficili da decifrare, frange deviate dello stato ed esponenti politici in odore di mafia. E’ proprio la mafia il regista occulto di questa strage. Senza il suo apporto logistico e la sua benedizione, forse questo eccidio non sarebbe mai avvenuto. Bellissimo il parallelismo che l’autore fa con il periodo stragista dei primi anni 90, la scalata tentata dalla mafia all’interno degli apparati istituzionali, l’impegno eroico dei giudici Falcone, Borsellino, gli attacchi vili e destabilizzanti della stessa procura contro quel che restava del pool antimafia. Un romanzo bello, che tutti dovrebbero leggere per tenere a mente la storia, che si ripete ciclicamente e che ci riporta fantasmi che pensavamo evaporati per sempre. Che dire, davvero bravo il mio amico Edoardo. E aspetto con ansia il suo nuovo romanzo.

Consigliato.

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