Recensione di ” Le femmine del Babbuino

Continuano le recensione per autori esordienti.

Questa volta tocca a ” Le femmine del babbuino”, edito da Le Mezzelane.

Ho scelto di leggere questo romanzo, lo confesso, unicamente per il titolo. Piuttosto singolare per un giallo che poi giallo non è. Forse è più simile a un noir ma non è questo il punto. Il fatto è che ” Le femmine del babbuino” è davvero una bella storia, partorita dalla penna da Mechi Cena, cazzuto autore neanche tanto esordiente. Il racconto si lascia apprezzare per lo stile che a me ha ricordato tanto quello di Chandler; asciutto, rude, irriverente come il personaggio principale che risponde al nome di Laitano. Un commissario a metà strada fra Coliandro e il tenente Colombo che a me ha ricordato tantissimo Pereira, il giornalista scazzato e disilluso di Tabucchi. Ugualmente scazzato e stanco di vivere è il nostro Laitano. Da poco sopra i quaranta, scopre di essere ammalato di cancro. Per questo sembra odiare la vita anche se, sfogliando le pagine, non ci ho mai creduto, neanche per un istante. Il fatto è che Laitano si pone davanti alla vita come un amante tradito. La ama e la desidera come una bella donna che ti ha appena messo le corna. Fa finta di detestarla, la chiama finanche zoccola. Invece non può farne a meno, non può starne lontano. Tant’è vero che la vita lo mette a dura prova, costringendolo a indagare su un omicidio apparentemente banale che, in realtà, nasconde un sacco di scomode verità. Ed ecco che il romanzo diventa strutturato, complicato a volte, finanche difficile da seguire. In fondo però la storia non è così importante perché serve a definire i personaggi. Come quello di Unga Unga, i cui dialoghi con Laitano sembrano usciti da Bad Chili, dalle labbra di Hap & Leonard, gli sgangherati antieroi di Lansdale. In un susseguirsi di eventi e storie parallele, Laitano troverà l’amore. Quello di Ambra, giovane donna bellissima e disinibita, perchè un tocco di erotismo in un romanzo pulp come questo, non guasta. Laitano imparerà a sopravvivere. Forse sarà fortuna, forse voglia, forse perchè non ha niente da perdere. Forse perché domani è un altro giorno, forse perché è troppo forte la voglia di vedere una nuova alba. Ieri, come oggi e domani ci sarà Ambra al suo fianco.

 

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