Recensione di “D’argine al Male” scritto da Gaia Conventi

 

Questo è proprio un bel libro. Edito da “Le Mezzelane”, piccola ma sfaccimma casa editrice marchigiana, è vivamente suggerito per lettori che amano il genere psico-horror.

Siamo in provincia, nord Italia, sulle rive del  Po, una presenza ingombrante, sempre, che scorre inesorabile. Forse anche nella mente di Giovanni, instabile come un calcinaccio su un vecchio intonaco. Così l’ho immaginata la sua casa, con mille crepe, come la sua memoria, la sua personalità. In bilico fra sogno, incubo, realtà allucinata, Giovanni si trova a gestire una situazione difficile, sua sorella Iolanda, i suoi comportamenti a dir poco bizzarri alla ricerca di una bambola. Non posso dirvi molto della trama perché rischierei di spoilerarla. Mi sento solo di fare i complimenti a Gaia Conventi, per la sua scrittura. Angosciante e claustrofobica, capace di catapultarti dentro la storia, nei luoghi, polverosi e fumosi di nebbia. Ho vissuto, grazie ad essa, i paesaggi desolati di campagna, gli odori della terra e del sangue, le immagini dai colori alterati come quelli della copertina. Insomma, se vi piacciono le storie che non vi faranno dormire, che si leggono tutte di un fiato, che vi lasciano un colpo allo stomaco, dovete leggere questo libro.

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