Pullecenè un racconto in 1000 battute

Oggi è come ieri, un giorno uguale all’altro. Sempre lo stesso cielo, sempre lo stesso posto. Eppure avrei voluto viaggiare, visitare il mondo. Se avessi avuto un’altra vita, magari soltanto più lunga. Si, ricordo ancora il rumore di quella pallottola, qui, se ci fate caso si vede ancora il foro, rosso, tondo. Ricordo la gente, le urla, i basoli neri a terra. Erano umidi, freddi, mi ha sempre fatto una certa impressione pensare che una volta erano semplicemente magma. Un fiume arancio di fuoco caldo, caldissimo, come il sole che brucia la maschera di questo Pulcinella. Che fai Pullecenè, mi guardi e non rispondi? Perchè se ti fisso negli occhi, sorridi ma a me sembra che piangi?

Non piangere Pullecenè la vita è bella, specie per chi tene e sord e chiagne e fotte. Di gente così ne conosco tanta. Vero Madonna con la pistola di Banksy? Quanti di loro, dopo aver ammazzato, vengono a pregare da te per lavare i panni sporchi della propria coscienza?

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