Poesie Clandestine

205H

Poesie e Versi Clandestini , sono quelli scritti in solitudine, in momenti altrimenti dedicati ad altro, al lavoro, al riposo, alle bollette. Perché quando un verso ti viene in mente devi scriverlo altrimenti, se passa troppo tempo, vola via, per sempre. E l’hai perso. Ora, se volete, se avete qualche secondo, vi regalo un sogno.

 

Sogno

… e mi ricordo

La prima volta

che ti ho visto

Sapore amaro sulle labbra

di sangue e ferro.

Il tuo sorriso,

la chiave d’oro

per un nuovo mondo.

Ci ho messo piede

in silenzio.

Poi

un mucchio di parole

senza senso

io, stupido, stupito

in imbarazzo

Tu

che non capendo

annuivi ,

uno sguardo,

un cenno.

L’assenso ..

con le mani

disegnasti un cerchio

Così facendo

mi hai donato

un sogno.

Ed io …

lo sto ancora

vivendo.

 

 

E ancora TU .

 

Tu,
che con gli occhi da
bambina
guardi il mondo,
i suoi colori,
quelli della frutta,
il mare,
i riflessi.

Tu,
che ti soffermi ad
osservare
il moto infinito delle onde.
Ti bagni i piedi e
nella sabbia
affondi,
poi
conti le volte
che parti
e lasci le orme.

Tu,
che parli di
passione e
di
rivoluzione,
poi
canti e
urli
Allo specchio
fai le smorfie.

Tu,
che fumi come un
turco
e sai di uva,
di vite
di vino
mosto e
terra.

Tu,
che sei bella,
in quel tuo essere
te stessa,
guardi nel vuoto
e
ti abbracci
Sei come una stella
lontana,
cadi in terra.

Tu,
sempre tu
che
parti e
poi
ritorni.

In mente
poi
niente.

E ti dissolvi.

 

Polvere( 2017 )

 

E mi sei entrata dentro.

Non so bene

come

hai fatto,

non so quando.

Il perchè poi,

nemmeno lo ricordo.

Figurati.

Era un giorno come

un altro.

Il tuo sorriso,

un raggio di sole caldo,

lo riconoscerei anche bendato,

anche legato.

Le mani,

le tue,

fragili tasti

di un piano senza corde,

che suona sempre,

ad ogni tuo passo,

lo porto dentro,

ha il battito di un tamburo,

il mio,

in petto.

Lo sento.

Capelli,

li ho visti in foto,

come fili d’erba bagnata,

sanno di balsamo,

ciliegia,

terra,

marrone, verde,

come occhi di bimba,

i tuoi,

impossibile scordarli.

Uno sguardo,

ieri l’altro,

un marchio a fuoco

impresso

sul mio braccio,

tu,

io,

una parola fugace,

un attimo.

E’ passato.

Mi volto,

un battito

di ciglia.

Sei andata,

volata in alto,

ed io,

ho solo polvere

nel pugno.

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