Pensiero semiserio sui mostri

A me non spaventano i mostri. Anzi, mi sono sempre stati simpatici. Frankenstein per esempio. L’ho sempre considerato “nu povero maronn “, con quella gamba zoppa. Senza una pensione d’invalidità. Che vergogna. Il primo invalido civile dei film horror. Poi, vogliamo mettere l’uomo nero? Quello che si nasconde dentro l’armadio o sotto al letto ? Secondo me è il surrogato dei complessi d’inferiorità dell’uomo bianco. C’entrano le dimensioni del pisello. ( ma non ditelo a nessuno, potrebbero pigliarsi collera. ) Scherzi a parte. I veri mostri sono quelli della porta accanto. Per esempio, quando abitavo a San Giorgio, il mio vicino era un promotore finanziario. Si, voi non ci crederete, ma quello la notte faceva i sabba. Le messe nere. Succhiava il sangue della gente attraverso un computer. Piazzava obbligazioni tossiche nei portafogli virtuali della gente. Ora che è scoppiata la bolla e il suo pus virulento gli ha sfregiato la faccia, si nasconde nei tombini. Come Pennywise, avete presente? Il mostro che mi spaventa di più però, è senza dubbio il postino. Si, metà uomo e metà motorino. Porta continuamente bollette e cartelle esattoriali. Vengono direttamente dalla centrale di smistamento dell’Inferno. Quando lo sento bussare al citofono, due volte, è sempre la stessa storia. Mi nascondo. Vado fujenno. Ma lui mi bracca, mi rincorre, mi piglia. Con quel suo sorriso di circostanza. ” Ponto chi è? ”
” I postino, c’è da firmare…. ” E mi viene sempre una gran cacarella.

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