Emigrante 3.0

Un racconto in 6000 battute

Emigrante 3.0

La stanza era molto piccola ed aveva le pareti bianche, immacolate. Il silenzio era di tomba, surreale, quasi assordante. L’uomo in mimetica stava sugli attenti, un altro di fronte ed ordinava una pila di fogli dattiloscritti.

All’improvviso una mosca ruppe il silenzio, volò ondeggiando. Poi si posò sulla scrivania. Era nera e verosimilmente stanca. Si lisciò le ali. Si leccò le zampe . Aveva due enormi occhi rossi. Il milite la vide e fece un gesto fulmineo, fu un attimo, e come un cobra che attacca, schiacciò la mosca con la pila di fogli dattiloscritti. Non tradì la minima emozione nel farlo.

Seguì ancora silenzio ed io non avevo il coraggio di muovermi né di proferire parola. Poi l’uomo prese i fogli, scostò la carcassa spiaccicata della mosca ed aggiustò le chiappe sulla sedia di legno.

Dopo qualche istante, come se niente fosse, disse:

“ Allora, come si chiama ? “ ce l’aveva con me ma non alzò gli occhi.

“ Vincenzo ” risposi intimorito.

“ Perché ha cercato di varcare il confine ?“ continuò monotono.

“ Sono in cerca di un futuro migliore, di un lavoro, di un dottore”

“ Dicono tutti così la prima volta che li becchiamo al confine senza autorizzazione. “ rispose asettico.

“ La prego, mi faccia passare, non ho niente ma so lavorare. So zappare la terra, so pittare, so costruire un muro. So pescare”

“ Lei è solo un terrone, lo sa ? Da noi è considerato un essere inferiore . Ha portato con se una pietra di sapone ? “

“ Veramente, non ho pensato fosse importante “

“ L’igiene da noi è importantissima. Mi dica ,ha mai rubato ? Dicono che da voi al meridione sia una tradizione. “

“ Io ho rubato solo un cuore, quello di mia moglie. Sa, da giovane volevo fare lo scrittore, il poeta.”

“ Bhe, mi sembra strano che lei non abbia mai rubato, lei è napoletano. C’e’ scritto sui suoi documenti. Secondo una stimata teoria, lei é geneticamente programmato per delinquere”

“Non saprei, io ho sempre lavorato. Spesso a nero, sottopagato. Sono in imbarazzo. Mi scusi, in futuro farò meglio, imparerò a truffare ed a rubare. Magari può consigliarmi qualche corso di formazione”

“ Mi sta prendendo in giro ? “

“ Io ? Non farei mai questo errore !”

“ Comunque, per entrare al settentrione, lei deve fare meno lo spiritoso. Poi deve studiare un testo di Lombroso.”

“ Mmmmm, “ gli risposi “ veramente, preferirei darmi una martellata sulle palle “

“ Come osa ? Devo darle subito il foglio di via ? Devo espellerla come si fa con la merda ? “

“ No, no, mi perdoni. Io ho bisogno di un lavoro. Sa , hanno chiuso tutti i cantieri, tutte le industrie dalle mie parti. Non mi resta che passare il confine, il Garigliano, nella speranza di trovare una buona occupazione. Così un giorno,forse, avrò una pensione. “

“Lei non ha voglia di lavorare. E’ un peso morto per costituzione. Pensa già alla pensione.“

“ Si riferisce alla costituzione italiana ?”

“ Che spiritoso ! Quella, l’abbiamo demolita già da tempo. Adesso c’é’ solo la Carta dello stato padano”

“ Ah , perché esiste? Pensavo fosse una stronzata delle camicie verdi.”

“ Guardi che se non abbassa la cresta dovrò darle cento frustrate.”

“ Bhe, quelle, per me che respiro il fumo dei roghi tossici, non sono niente. Ci avete avvelenato con i rifiuti delle vostre aziende.”

“ Si riferisce al nostro programma di epurazione? E’ stato proprio un bel progetto. L’hanno tenuto nascosto per quasi un ventennio. Eravate troppi, voi, pesi morti. Allora, vi abbiamo ammazzato lentamente, senza farvene rendere conto. Ora siete rimasti in pochi e siete tutti zombie.”

“ Ha proprio ragione. Pensi che fessi che siamo stati. Ci siamo fidati dei nostri fratelli postunitari “

“ Avete fatto molto male. Ci siamo presi tutto. Vi resta solo il mare, il sole. A proposito, lei suona il mandolino ? ”

“ Veramente, suono un po’ l’ukulele, anche male a dire il vero. Però so scrivere in italiano.”

“ A noi serve qualcuno che sappia farlo in lingua madre, in lingua padana. Mi dispiace, la vedo dura per lei. Mi sa che dobbiamo rispedirla indietro.”

“ Vi prego, a me serve un lavoro. Serve un dottore. Serve a mia moglie. Pensi che per un reumatologo giù da noi dobbiamo aspettare un anno.“

“ Già, avevo dimenticato, lì da voi ormai è terzo mondo.

Vabbè, oggi mi trova buono. Si è liberato un posto sulla catena di montaggio. In quella nota fabbrica di automobili. Ha presente ?”

“ Avevo sperato in qualcosa di più creativo ma va bene. Mi accontento. Ho bisogno. Dove firmo ? “

“ Calma, calma, deve prima effettuare il giuramento “

“ Ok, mi sembra giusto. Sto entrando in un Paese straniero, dopotutto. “

Il milite allora prese una pergamena consunta e vecchia. Poi cominciò a farmi delle domande.

“ Giura di essere sempre fedele ai valori del popolo padano ? Cioè al lavoro, alla disciplina, alla cassoeula ?“

“ Cazzo è la cassoeula ? “

“ Zitto e dica lo giuro”

“ Lo giuro”

“ Giura di essere fedele alla bandiera padana ? Cioè al tricolore col simbolo delle lega in mezzo ? “

“ Cazzo è la lega ? “

“ Dica lo giuro”

“ Lo giuro”

“ Bene, allora dica che la sfogliatella è una merda “

“ No, la sfogliatella no, vi prego”

“ Dica Forza Juve. Lo dica, cazzo !“ e sbatté un pugno sulla scrivania.

“ No, non posso, non ce la faccio”

“ Allora ammetta che Napoli fa schifo ed è piena di munnezza”

“ Ma come ? Napoli è la città più bella del mondo. Siamo pieni di turisti anche in inverno”

“ Dica Vesuvio lavali “

“ No, mo’ basta ! Mo me ne torno a casa. Nun fa niente, tenetevi i soldi, tenetevi a’fatica, a queste condizioni me voglio puzzà e famme. “

I militari non aspettavano altro. Mi presero a forza e mi misero sul primo treno. Allora col cuore a pezzi feci il biglietto e presi posto. Guardai fuori al finestrino ed incrociai lo sguardo del milite padano. Aguzzai la vista e lessi finalmente il suo nome sulla targhetta. C’era scritto Maresciallo Scognamiglio. Mi dovete credere, potrei giurarlo, Scognamiglio mi stava salutando. Mi fermai a guardarlo fisso fisso e potei leggere il suo labiale. Come un carbonaro che non vuole esser sgamato disse Anch’io aggio da faticare

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